MAREMMANITÀ: ACQUAGIUSTA - TENUTA LA BADIOLA (Castiglione della Pescaia)

 

Avete presente la Maremma?

Oggi vi portiamo con noi in una mattinata in cui tutto, dai colori ai profumi, parla di questa terra che non è solo “amara”... ma anche minerale, fruttata, floreale, piccante, delicata e vigorosa.

Allontanandoci di pochissimi km dal mare di Castiglione della Pescaia (GR), nell’area in cui sorgeva il Lago Prile, ci ritroviamo immersi tra ulivi e filari di vigneti che fanno da cornice ad un’azienda maremmana DOC di nome e di fatto: l’azienda agricola e vitivinicola Tenuta La Badiola.

Una strada sterrata circondata da vigneti porta fino all’ingresso della Tenuta in cui, con il sorriso tipico dell’accoglienza maremmana, ci aspetta Marta, pronta per portarci alla scoperta di questo mondo fatto di gusti e tradizione.

Marta Palazzi Boschi si occupa delle visite e delle degustazioni della cantina e va detto che ha un posto di lavoro invidiabile.



In quello che prima era il casale (ed il magazzino) della zona agricola oggi troviamo lo Shop della cantina: due spazi ampi e luminosi, uno al piano terra ed uno al primo piano, fanno già intuire il tipo di ambiente in cui ci troviamo.

Il legno fa da padrone, lo troviamo nel bancone, nei mobili e nelle imponenti scale che portano al piano superiore: i raggi del sole che filtrano dalle grandi vetrate uniti al marrone dorato del legno di rovere creano un effetto cromatico “caldo”, accogliente e che parla di Maremma.

Il piano superiore è speculare al pian terreno per quanto riguarda il design degli ambienti e delle porte alte fino al soffitto che permettono di dividere oppure unire questi grandi spazi.


Marta dà inizio alla nostra visita con la spiegazione delle origini della Tenuta La Badiola, con una storia che parte dal 1800 quando una figura intraprendente e moderna si prese la responsabilità di riportare in vita l’imprenditoria locale: Leopoldo II di Lorena, Granduca di Toscana, volgarmente chiamato “Canapone” per il colore paglierino dei suoi capelli. 

Non vogliamo svelarvi tutto della storia di questa azienda perchè sentirla raccontare da chi ogni giorno la respira è un’occasione unica...e speriamo di farvi venire la voglia di farlo!

Ci limiteremo a dirvi che nel corso degli anni la Tenuta ed il paradiso naturale in cui si trova sono passati nelle mani di diverse proprietà, subendo numerose trasformazioni.

Nel 2000 la famiglia Moretti, già proprietaria della cantina Bellavista in Franciacorta, ha preservato la Tenuta dall’incuria del tempo sviluppandone poi anche il progetto vitivinicolo.



La visita si sposta all’esterno e, passeggiando verso la cantina, Marta ci spiega che nei 500 ettari della Tenuta ha preso vita l’omonima cantina Tenuta La Badiola: nello specifico dai 35 ettari di vigne produce un bianco, due rosati e due rossi denominati “AcquaGiusta”, nome che deriva da una sorgente sotterranea di acqua purissima, che rappresentava un netto contrasto con le paludi circostanti dell’ex Lago Prile.

Ed è proprio “AcquaGiusta” che simboleggia il progetto agricolo ed i suoi vini. 

Facciamo il nostro ingresso in cantina da un grande portone in legno e vediamo con i nostri occhi la passione e la tradizione tipiche di quest’azienda e che Luca Corsini (enologo), Alessio Tosi e Alessio Cittadini (cantinieri) mettono quotidianamente nel loro lavoro.


Ad Acquagiusta i vini nascono dolcemente ed il rispetto dei frutti della natura è fondamentale. Ecco perché in cantina gli interventi sono limitati all’essenziale, mirati a realizzare vini autentici e puri.

Entrando nella barricaia si coglie la “citazione” fatta precedentemente nello Shop: anche qua il legno di rovere è al centro della scena con delle splendide barrique marcate dalla scritta “Acquagiusta - Tenuta La Badiola” e dall’alternanza di pini e cipressi, simbolo inconfondibile della Tenuta.



Dopo la visita in cantina ci incamminiamo nuovamente verso lo Shop per il momento più atteso: la degustazione.

Prima di iniziare a parlare dei tratti distintivi dei vini AcquaGiusta diamo un veloce sguardo più “tecnico” alle vigne. I 35 ettari coltivati a vite della Tenuta sono concentrati in un unico corpo, su due specifiche porzioni divise da un viale di cipressi e pini marittimi che porta ad un’altra preziosa risorsa della Tenuta: il Resort 5 stelle lusso “L’Andana”.

La vigna di ponente è stata destinata alla produzione di uve bianche, con un terreno ricco di scheletro e sostanze minerali.

La vigna di levante è invece il regno delle varietà a bacca nera, caratterizzata da una notevole presenza di elementi nutrizionali, ideale per assorbire calore e portare le uve a perfetta maturazione.

Al termine della breve passeggiata non vediamo l’ora di gustare il frutto del lavoro della Tenuta in una location d’eccezione.



Abbiamo scelto di fare un “tour completo” della Badiola, assaggiando tutti i suoi vini dal bianco fino ad arrivare ai rossi ed i rosati, tutti con denominazione DOC Maremma Toscana:


  • AcquaGiusta Vermentino


  • AcquaGiusta Rosso


  • AcquaGiusta Rosato


  • L’Andanè Gran Rosso


  • L’Andanè Gran Rosato


La degustazione è accompagnata da un tagliere di prodotti tipici creato ad arte da Marta in cui spicca la caratteristica bottiglia firmata “And’Olio”: olio extravergine d’oliva, patrimonio che l’azienda tramanda da tempi immemorabili.

L’olivo, infatti, è da sempre presente sulle colline della Badiola. Le varietà sono prevalentemente riconducibili al Leccino ed al Moraiolo. Il colore giallo con riflessi verdi lascia un sapore amaro e piccante con interessanti fragranze erbacee che lo rendono ottimo in abbinamento a formaggi e a crudo su bruschette.



Tirando le somme di questa esperienza posso dire che la Tenuta La Badiola è un’eccellenza del mondo agricolo e vitivinicolo maremmano, che sa parlare a gran voce di questa terra e che risulta essere una tappa obbligata per chi vuole conoscere le sfumature di gusto, di colore e di tradizione che solo la nostra amata Maremma sa offrire.

Grazie Tenuta La Badiola! 


Alessia Bai



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